Proporre upselling senza saperlo fare?

Upselling è una tecnica di vendita per convincere il cliente a comprare un prodotto più costoso di quello che voleva, lasciandolo comunque contento.

Ovviamente il venditore deve avere talento, altrimenti si rischia il contrario, che il cliente si senta ingannato e vada via senza acquisto. È esattamente quello che mi è successo oggi, pensavo di spendere 175 euro, il venditore mi ha quasi forzato a spenderne 550, quindi stavo per andarmene via…

Ecco i dettagli: mi servivano un paio di occhiali da battaglia, e avevo un budget ridottissimo perché tanto me li devo mettere raramente e poi sono da battaglia. (che se si rompono o si perdono non me ne frega nulla)

Entro, chiedo prezzi, “all’incirca 75 euro la montatura + un centinaio per le lenti”

Bene, ho un budget di 200 euro, perdo un’ora tra scelta della montatura e della gradazione lenti, arrivo in fondo.

Allora, la montatura viene 65 euro, in totale sono 553 euro.

??? Scusate, ma non veniva 175 euro???

No, ma queste lenti hanno il filtro anti luce blu, filtro UV, trattamento oleofobico, trattamento antiriflesso, polarizzazione, garanzia totale di 2 anni anche su furto e danni accidentali, e in più il prezzo include un altro paio di occhiali del valore di 150 euro

Si ma io non me ne faccio di niente di un’altro paio, togliamolo.

Non si può

Allora, sono un po’ spiacente, ma non ho il budget per una cosa del genere, mi serve una cosa economica che se si rompe non me ne freghi niente, non un oggetto premium così caro, ci devo pensare sopra, lasciamo un attimo in sospeso

Il prezzo non è un problema, perché con la finanziaria si può rateizzare in 12 rate, queste sono lenti di qualità professionale, il prezzo è veramente economico…

Si ma comunque le rate le devo pagare io, non sono soldi magici. Poi, quasi per fortuna, suona il telefono: mi chiamano da lavoro, devo rispondere e ci resto una mezz’oretta.

Al ritorno dalla telefonata, il commesso è andato alla pausa pranzo ed è stato sostituito. Spiego il problema:

  1. ho un budget di 200 euro
  2. pensavo di spenderne 175
  3. non ho intenzione di pagare 500 euro per un occhiale che mi metto 5 giorni all’anno
  4. non ho intenzione di pagare 150 euro in più per un’altro paio di occhiali che non uso

L’addetto mi fa:

Guardi che questi occhiali costano 175 euro, mica 550! E l’altro paio di occhiali è in regalo, non bisogna pagare 150 euro in più!

??? Il suo collega mi ha appena mostrato un preventivo di 550 euro + 150 per l’altro paio!

Guardiamo insieme il dettaglio:

  • Montatura: 65 euro
  • Lenti ultrasottili con tutti i trattamenti e filtri, UV: 279 euro
  • Filtro anti luce blu: 60 euro
  • Polarizzazione lenti: 100 euro
  • Assicurazione di 2 anni contro danni accidentali: 49 euro
  • Include un buono sconto di 150 euro per l’acquisto di un altro paio

Ah! È un buono sconto, non devo pagare niente di più! Comunque spiego che a me serve una cosa da battaglia che indosserò 5 volte in un anno, quindi deve costare di meno e chi se ne frega della qualità.

L’assicurazione poi è inutile, perché sono 50 euro all’acquisto e 100 euro di franchigia (20% del valore) se si rompono entro 2 anni. Quindi pago 50 euro se non si rompono e 150 se li rompo entro due anni. Statisticamente non conviene, non la voglio!

Allora il prezzo è di 175 euro!

Poi, mi mostra la differenza tra le lenti, me le mette in mano. Effettivamente il prodotto più caro ha una qualità più elevata, ma a me serve qualcosa di economico…

Mi ha fatto presente che comunque, anche con le lenti più economiche, c’è un buono sconto per degli occhiali da sole o da vista, perché non approfittarne?

Buona idea, così mi metto a guardare un altro paio di occhiali da sole… ma quelli che mi piacciono sono abbastanza cari, quindi mi propone… perché non prendere gli occhiali da sole cari con le lenti full optional polarizzate, filtro uv, ecc ecc, e utilizzare il buono sconto per avere il paio economico gratuitamente? Mi ha convinto!

Sono uscito dal negozio con uno scontrino di 400 euro invece che 175…

Il computer migliore è quello più scassato

Sono stato un giorno intero in un impianto termale a stile coreano in New Jersey. In pratica si paga il biglietto e puoi starci fino a 24 ore. A stile coreano, nel senso che, diversamente dalle terme italiane, e come in quelle giapponesi, entri, ti spogli del tutto, ti lavi nelle docce (quelle con i panchetti per terra), poi fai il bagno nelle vasche bollenti (maschi e femmine separati), poi ti rilavi, ti metti l’uniforme (stile Yukata) e poi prosegui negli ambienti comuni dove ci sono una decina di saune in stile diverse e a temperature diverse (inclusa una cella frigorifera), un bar, un ristorante, stanze per giocare a go o a shoji, poltrone relax, ecc…

Infine, una sala computer.

Ora, se uno è giapponese o comunque asiatico, tende a voler stare ore e ore nell’acqua bollente a rilassarsi, ma per me dopo 10-15 minuti è già abbastanza, quindi dopo aver fatto il tour delle innumerevoli saune differenti (quella con le erbe aromatiche, quella fredda, quella coi sali, quella col vapore, quella senza vapore, quella a 200 gradi, quella che ti scalda solo la schiena, quella che ti scalda solo i piedi, quella a forma di piramide, quella a forma di igloo, ecc ecc) mi sono ovviamente diretto nella sala computer per aspettare che tutti gli altri miei amici avessero finito.

Purtroppo però, era l’ora di punta, e i PC erano tutti presi…. tranne uno, in mezzo alla stanza. Perfetto! Premo il pulsante di accensione: non funziona.

Diagnosi: non si accende

Soluzione: seguo il filo dell’alimentazione e vedo che non è attaccato alla spina. Attacco la spina e accendo il computer. Un messaggio d’errore a schermo fa capire il perché il PC non fosse collegato e non lo usasse nessuno.

Diagnosi 2: Il PC dice “CMOS CHECKSUM ERROR – PREMI F2 PER CONTINUARE”.

Soluzione 2: premo F2 e il computer si avvia. Perfetto! Ed è un’installazione perfettamente pulita, senza nessun programma inutile. Mi accorgo però che il PC pensa di essere nel 2010. Chi se ne frega, e apro Internet Explorer, l’unico browser. Invece mi frega! Se la data è impostata a 8 anni fa, tutti i certificati dei siti HTTPS non sono validi, quindi è impossibile visitare qualsiasi sito moderno!

Diagnosi 3: La data è errata.

Soluzione 3: cambia la data, no? No, perché senza la password di administrator non è possibile cambiare la data su Windows 7. L’aggiornamento dell’orario automatico non è possibile se c’è tutta questa differenza di tempo! Come si fa? Beh, semplice, il messaggio di errore risolto all’inizio ha detto che ha resettato tutte le impostazioni del BIOS per via della batteria tampone esaurita, quindi se c’era una password è stata eliminata automaticamente! Riavvio, entro nel bios e imposto la data: adesso posso visitare qualsiasi sito!

Nel frattempo mentre aspetto che gli altri finiscano di rilassarsi, passano le ore e si liberano altri PC. Per curiosità provo un Dell nuovo: orrore. Visto che era quello più nuovo e bello era quello più usato… e pieno di malware! Il povero Chrome aveva decine di toolbar e addon pubblicitari, c’era installato tutto quello che non si dovrebbe mai installare. (Mi raccomando: mai fare login in PC pubblici se non volete che vi rubino la password)

Quindi, il PC più scassato, snobbato da tutti era quello più veloce e più sicuro da usare 😀

aggiornamento agosto 2018: non so come mai ma solo oggi una botnet ha postato 90 commenti spam su questo articolo. I commenti sono quindi chiusi. Se c’è da dire qualcosa, c’è il forum 😘

Calzini giapponesi

Questo qui a sinistra è il calzino in questione.

Abbastanza normale, magari non merita una storia completa su DanDanDin, ma chissà..

Tutto comincia fuori fuori dal Toei Studio Park di Kyoto. È un parco/studio cinematografico dove sono registrati centinaia di film e serie TV ambientati nell’era dei samurai.

I dintorni non offrono molte opzioni, ma essendo un po’ lontano dal centro della città, ed essendoci andato apposta, facendo quattro passi per esplorare tutta la zona, facendo una scoperta eccezionale.

Vedo un “Lawson 100”, un po’ diverso da quelli normali

I Lawson sono negozietti, chiamati コンビニ, convenience store, che hanno praticamente tutto ciò che serve per la vita di tutti i giorni. Non ci fai la spesona settimanale, ma hanno una soluzione per ogni evenienza. Ho fatto qualche video, ma non mi ricordo se li ho pubblicati… ho centinaia di video in attesa perenne di essere montati/pubblicati…

Vabbé, insomma, normalmente un Lawson ha due caratteristiche:

  1. I colori aziendali sono il bianco e il blu
  2. Ogni oggetto in vendita ha il suo prezzo

Invece questo è diverso subito a vista d’occhio:

(La foto viene da Google Maps perché preso dall’euforia non ho scattato nessuna foto o video…)

Verde e bianco, con il 100 che ti strizza l’occhiolino 😉

Mai visto prima. Incuriosito entro dentro, e noto uno strano pattern.

“Ah bene, questa bibita costa 100 yen (1 euro) invece dei 120 che chiedono da altre parti”

“Uhm, questo onigiri costa 100 yen invece di 140”

“Ehi anche questi snack costano 100 yen”

…e si accende la lampadina! Tutto costa 100 yen! Adoro i negozi 100 yen come Daiso! (Daiso è una catena di negozi dove vendono tutto a 100 yen)

Mi metto a guardare ogni tipo di oggetto, e intanto riempio il carrello. Per esempio, ho preso queste fettuccine al gusto cola.

Poi li vedo lì, sullo scaffale. Tre calzini a 100 yen, misura unica. Bello! Avevo già preso un pacco da 5 a 500 yen da GU (una catena di abbigliamento) ed erano di ottima qualità, ma un paio di calzini serve sempre. Li prendo subito!

Sono a misura unica e sono strettissimi…

Ho comprato un CD contenente file AIFF!!???

Ho comprato questo libro per bambini, per fare un regalo.

Classica favola, ma mi piaceva il fatto che ci fosse un cd con la lettura del libro e una canzoncina.

Qualche mese dopo, incontrando il mio amico, mi dice: “senti ma… questo CD non funziona da nessuna parte”

Io: “Uhm, strano, comunque ok, gli darò un’occhiata!”

AIF????? AIF????????? AIFFFFFFFFFFFF????????????????????????????????????????????????

Non ha senso!! Non c’è nemmeno risparmio in ottica di dati, AIFF occupa esattamente come una traccia audio standard!

L’ultima volta che ho ascoltato un file AIFF era quasi 20 anni fa, su un Mac, di quelli beige!

Probabilmente chi ha fatto l’editing finale dell’audio ha salvato tutto con un Mac, ha dato i file a chi si occupava della produzione, sono stati messi a maiale sul CD, stampate 10000 copie e via, nei negozi! “Non c’è tempo per provare se è venuto male, non è il mio lavoro”

Ok, dai, devo fare ascoltare questo CD a un bambino, qual è il metodo più veloce per convertire il tutto in CD audio standard?

Sicuramente potrei usare ffmpeg in Bash in Ubuntu on Windows con una stringa di comando tipo

ffmpeg -i /mnt/c/Downloads/input-file.aif /mnt/c/Downloads/output-file.wav

Ma in realtà, per una cosa così veloce, ho scelto la strada “pigra” con CloudConvert, tanto ho la fibra e 100 mega li mando in 1 minuto:

Bam, poi con Ashampoo Free ho fatto il CD audio e voila!

Perché i dipendenti pubblici vengono scelti tra i più pigri?

(Disclaimer: titolo provocatorio, non intendo che sono tutti pigri, è che per colpa di quel 2% di fannulloni si ha l’impressione del contrario)

Sono andato a Pisa e ho parcheggiato in un parcheggio pubblico di quelli che per uscire bisogna pagare, altrimenti non si apre la sbarra.
Per pagare c’è la cassa automatica oppure il cassiere umano, ma visto che era impegnato a giocare con il cellulare, ho scelto di utilizzare quella automatica.

Su di essa i cartelli dicono:
Monete accettate: 0.10, 0.20, 0.50, 1, 2 euro – dà il resto.

Dovendo pagare 4 euro (la tariffa è a multipli di 2 euro), inizio a mettere le monete nell’accettatore. Visto che odio avere le monete in tasca, di solito inizio a metterle in ordine di grandezza: metto tutto lo spicciolame ed arrivo a 3,50. Mi rimane solo una moneta da 1 euro. La metto dentro, viene stampata la ricevuta e non esce il resto.

Vado dal cassiere umano, sempre impegnato a giocare col telefono, e dico “ehi, non mi ha dato il resto, qua sulla ricevuta dice resto di 0,50 euro non erogato“.

Il cassiere, senza distogliere gli occhi dal telefono: “eh, resto mancia“.

Io: “Mancia di che? C’è scritto che mi deve dare il resto e quindi me lo deve dare

Cassiere: “Vabbé per 50 centesimi”

A questo punto mi arrabbio e il cassiere, stizzito per il fatto di dover alzare il culo, prende le chiavi della cassa automatica dicendo “prendiamo questo spicciolo allora!”

Quando apre la cassa automatica vedo subito quale era il problema: i cassetti per fare i resti erano vuoti!!! Pensavo che la cassa potesse usare le stesse monete inserite come pagamento, invece c’erano 6 cassetti in alto e 6 cassetti in basso. Il cassiere avrebbe potuto riempire i cassetti ogni tanto utilizzando gli incassi, ma evidentemente non era esplicitamente scritto nel suo contratto, quindi non era il suo lavoro e avrebbe dovuto farlo qualcun altro.

Dopo avermi dato il resto, ha preso un pennarello e, molto scocciato, ha cancellato le scritte “accetta 10, 20, 50 centesimi”. Essendo la tariffa a multipli di 2 euro, in questa maniera è molto più difficile aver bisogno di resti!

A questo punto, perché continuare a pagargli lo stipendio? Perché obbligarlo a stare su quella sedia a giocare al telefono tutto il giorno?

Assumiamo qualcun altro con l’incarico di manutenzione, svuotamento e ricarica delle casse automatiche di tutti i parcheggi e siamo a posto!

La mia seconda esperienza con lo streaming legale

Avevo già scritto in passato di quando avevo provato a vedere un film in streaming legale tramite Chili.tv.

Poi, grazie a una promozione con Fastweb, ho avuto 6 mesi gratis di Now TV Cinema (Sky). Senza contare che adesso c’è Prime Video per tutti quelli abbonati ad Amazon Prime.

Prima ho provato Now TV. Cerco l’app sul Play Store. Non c’è. Cioè, c’è, ma solo per una decina di tablet sponsorizzati da Samsung. Cioè questi perdono giorni e giorni di lavoro per fare un’app e poi la rilasciano solo per una nicchia ristrettissima di utenti che hanno un tablet Samsung???? 🤔

Se installo una versione craccata della loro app, potrei guardare i contenuti in streaming legale ma scusa, pago per un servizio e poi devo craccare l’app per usufruirne??? 😐

Ok dai, lo guardo su PC, apro subito il browser!

“Siamo spiacenti, ma il tuo browser non è supportato. Consigliamo di usare Internet Explorer 11”

Internet Explorer 11??? Ma che, siamo ancora nel 2009??????

Piccolo riassunto:

Comunque, apro Internet Explorer 11, cerco un bel film e… di nuovo con l’installazione di Silverlight! No! Non voglio installare un plugin inutile, pieno di bug, solo per vedere un film!

Microsoft Edge: non supportato
Google Chrome: non supportato
Firefox: supportato fino alla fine del 2016
Internet Explorer 11: richiesta l’installazione di Silverlight (abbandonato da Microsoft ben 5 anni fa!!!)

Forse a lavoro potrei trovare un portatile vecchio di dieci anni con Windows 7 e guardare qualche film a 720p.

Nulla da fare, ho 6 mesi di Now TV ma non potrò guardare neanche un minuto.

Allora prendiamo Amazon prime video!

Installo subito l’app Android. Purtroppo l’app da per scontato che l’account di App Shop sia lo stesso di prime video (non lo è). Non posso accedere al catalogo sul mio telefono.

Accendo la mi box 4k e vado sul Play Store. Ops, peccato, Amazon ha fatto in modo che Prime Video non sia compatibile con Android TV. Fanno così che la gente sia incentivata a comprare una Fire TV, ma in Italia non le vendono.

Accendo il PC. Apro Firefox, lo stream inizia!

Siiiiii!!! Ma dopo 5 secondi lo schermo inizia a sfarfallare ad alta velocità, per poi diventare tutto nero…

Dopo ore di ricerche su internet scopro che c’è un bug tra il driver nvidia della scheda video e il sintoamplificatore Yamaha: i chip HDCP (antipirateria) non sono compatibili tra di loro, impedendomi la visione del film

😭😱

Ultimo tentativo! Prendo il mio vecchio BlackBerry Z10, apro Amazon Appstore e cerco l’app di Prime Video. Non c’è. Uhm? Che strano.

Vabbé. La scarico da Play Store.

Faccio il login. Scelgo un film, premo play, inizia il buffering…

Crash.

L’app si chiude.

Una veloce ricerca mostra che Amazon ha intenzionalmente messo in blacklist il BlackBerry Z10, probabilmente perché ha una porta mini hdmi per collegarsi direttamente a un televisore.

Vaffanculo.

 

Ma quella fa le pubblicità in Giappone!

L’altro giorno stavo guardando la televisione, quando ho visto la pubblicità della Swarovski. Ho visto la testimonial e ho detto “ehi, ma quella fa le pubblicità in Giappone, che ci fa sulla TV Italiana?”

Mi hanno corretto subito:

“Guarda che quella è Miranda Kerr, una famosa top model australiana, la preferita di Victoria’s Secret!!!”

Per me era “quella che faceva lo spot del Lipton Ice Tea” QQ Laugh:

Quando le cose non servono più

Dagli inizi di settembre cercavo con urgenza un DVD con dei file importanti. L’ho cercato ovunque, per giorni, ma non l’ho mai trovato.

Alla fine, oggi pomeriggio alle 15.00, ho deciso di farne uno nuovo, visto che ormai quel DVD era ormai perso per sempre.

Indovinate che? Solo tre ore dopo, mettendo a posto alcuni libri, casca per terra un disco: era proprio quello che cercavo da mesi, è rispuntato fuori proprio adesso che non mi serve più!

Che rabbia!

La mia opinione di American Airlines

Aggiornamento: mi ha contattato il supporto clienti e mi ha detto che sono spiacenti e che è in corso da 4 anni un ricambio completo della loro flotta aerea.

Sono stati veloci, precisi e cortesi, ho cambiato la mia opinione.


Post originale:

Qualche mese fa sono andato a Miami con un volo American Airlines. Il peggior aereo che io abbia mai preso! Perfino peggiore di quando viaggiai con Spring Airlines, la Ryanair della Cina!

Il biglietto era solo 50 euro più economico di uno Lufthansa, ma il servizio che ho ricevuto è stato veramente pessimo.

Ho quindi scritto questa lettera al loro centro reclami (l’ho scritta in inglese, l’originale è qua)

Buongiorno. Recentemente ho avuto il “piacere” di volare con American Airlines, su un volo transatlantico.

Sono rimasto scioccato a scoprire quanto sia obsoleto il sistema di intrattenimento nell’aereoplano.

Un minuscolo TV  a tubo catodico da 13 pollici, distante 10 metri dalla mia postazione? Siamo negli anni ’80?
L’audio era pieno di fruscii e rumori, come se venisse da una radio vecchia di trent’anni.
Forse questo sistema di intrattenimento era il top di gamma nel 1982, ma ehi, è tempo di pensare a fare un aggiornamento!
Sì, aggiornare tutti i vostri aerei vi costerà un sacco di soldi, ma quanti clienti perderete se offrite un servizio del genere??

E non sto parlando solo del sistema di intrattenimento, è tutto obsoleto.

Dalla livrea degli aerei, che ricorda gli anni ’70, al sistema di prenotazione.

Il volo di ritorno era in codeshare con la British Airways, ma il vostro sistema a Miami non riusciva a trovare la mia prenotazione. Sono stato mandato al bancone BA, poi mi hanno rimandato indietro perché era operato da voi. A tal punto, vi siete accorti che la coincidenza che dovevo prendere a Heathrow non poteva essere emessa, sarei dovuto uscire e rientrare dall’aeroporto, anche se è sempre un volo nel network oneworld.

Perché questo non succede con Lufthansa e il network Star Alliance? Perché non succede con Air France e Skyteam? Perché hanno investito un sacco di soldi e hanno aggiornato i loro sistemi, invece di tenerli obsoleti come voi.

Alitalia ha grossi problemi finanziari, ma quando ho viaggiato con loro, avevano un sistema di intrattenimento all’avanguardia: porte usb per caricare telefoni o per riprodurre filmati personali da pennine e hard disk; centinaia di film, e così via.

Direte “ma anche i nostri 777 hanno un sistema di film on demand”. Beh, è più simile a una televisione analogica: solo quattro film, e non puoi decidere quando iniziare la visione. Magari nel 1994 sembrava fantastico, ma oggigiorno non lo è.

In conclusione: avete risparmiato e non avete aggiornato i vostri aerei negli ultimi trent’anni, ma adesso avete perso un cliente, e chissà quanti altri seguiranno il mio consiglio. Vi è convenuto?

Chissà se mi risponderanno.

Di sicuro so che non volerò mai più con loro.

(Aggiornamento: a febbraio 2014 ho preso un altro volo American Airlines e la mia esperienza è stata molto migliore)

Come fare se si rompe un tasto della tastiera

Qualche tempo fa ho prestato il mio bellissimo “Tablet Ibrido” HP Core2Duo TC-4400.

“Una cosa di un secondo, veramente, mi serve, per favore, te lo rendo perfetto”

E quindi l’ho prestato, si trattava di un solo pomeriggio.

La sera, l’ho aperto ed ho iniziato a scrivere, tutto a posto, pare… finché non devo digitare “?”… il tasto mi rimane in mano!

“Che è successoooooo?????” Grido, al telefono

“Ah, s’è staccato un tasto? Strano…”, mi dicono.

In poche parole, è caduto un soprammobile proprio sopra al “?”, spaccando i ganci di ritenzione sia sul tasto sia sulla molla.

“Sono fregato”, pensavo… “questo è un modello comprato in America e non commercializzato in Italia, chissà dove cavolo me lo vado a pescare un pezzo di ricambio, chissà quanto mi costa!” (Ho poi stampato un adesivo su attacca.li da mettere sui tasti per trasformare la tastiera americana in una italiana)

Sono stato quindi una settimana a usare il tasto senza il tasto, poi ho provato a cercare su Google.

Ho trovato laptopkey.com e replacementlaptopkeys.com che, con meno di 5 euro, te ne spediscono uno a casa, del modello giusto per il tuo computer!

Trovare il tasto giusto è stato complicato perché il modello del mio Tablet Ibrido è raro anche in America. Tanto per aggiungere complicazioni, ogni modello ha 3-4 tipi di gancini diversi, quindi bisogna guardare bene le foto che ci sono sui siti…

Dopo una settimana è arrivata una busta con un tasto. Anche qua c’è una piccola complicazione dovuta al fatto che, per proteggerlo meglio, è montato insieme al supporto “bianco”. Bisogna fare massima attenzione quando lo si sgancia.

Una volta rimontato, è perfetto!