Mina che canta in Giapponese

Nel 2013, guardando YouTube, trovai un video del 1961 con Mina che prima spiega la cultura giapponese, come si indossa un kimono, finendo con una canzone in Giapponese. Era molto interessante.

Giustamente però quel video è stato eliminato per violazione di copyright ed è probabilmente andato perso per sempre. Cioè, probabilmente qualche archivio ce l’avrà, ma non essendo pubblico, è come se non esistesse.

Ho ritrovato solo la parte della canzone, con una foto fissa come immagine. Peccato, ma meglio di niente…

Maze Runner: la rivelazione (e spoiler)

Attenzione questo post è 100% spoiler sul terzo film di Maze Runner!!!

Cominciamo col ricordare il titolo originale del film, “Maze Runner – The Death Cure”, che significa “La cura contro la morte”. Dal titolo si evince quindi che lo scopo del film è trovare una cura per questo virus che sta decimando la popolazione mondiale.

Il film inizia subito con una bellissima scena d’azione, che è tutto frutto però di un incredibile serie di coincidenze:

  1. Esce un’auto dal nulla, inizia a sparare al conducente del treno
  2. Approfittando della confusione, da un’altra auto salgono due persone in fondo al treno. Ci mettono tutto il tempo che ci vogliono, non hanno alcuna furia di salire, anzi giustamente saltano proprio 1 secondo prima che il cavo si spezzi
  3. Nel frattempo un “elicottero” di rinforzi segue la prima macchina, che scappa miracolosamente schivando i colpi della mitragliatrice anticarro
  4. Con tutta calma, salgono sul tetto e vanno a metà treno, sparando qua e là ai vari cattivi che cercano di fermarli
  5. Utilizzando una carica a tempo, che convenientemente esploderà quando i cattivi sono vicini, separano le carrozze dal resto del treno
  6. Evidentemente sapevano che staccando i vagoni dalla motrice, si sarebbero attivati i freni di emergenza, e le carrozze si fermano
  7. Guarda caso, le carrozze si fermano proprio davanti ad un gruppo di persone che si era appostato per fare un’imboscata. Ora, se un treno viaggia a 120km/h, un ritardo di solo un minuto nel frenare la carrozza significa che si sarebbero fermati 2 km più tardi. Ma no, loro con tutta tranquillità sono saliti sul treno, sparato ai soldati, piazzato la bomba a tempo, e guarda caso, sono riusciti ad azzeccare il tempo corretto per innescare l’esplosione e il freno automatico della carrozza. Se per esempio il freno automatico non si fosse attivato, si sarebbero fermati 1km più in là!
  8. Nel frattempo l’elicottero sembra aver catturato la prima auto. “Mani in alto e scendete”, gridano. Scendono e giustamente, siccome l’intero team dell’elicottero scende per catturarli, riescono a rubare l’elicottero e ripartire. Ecco ma… questi, negli occhi dei soldati, sono dei ricercati, non sono immuni al virus e non c’è alcun motivo per catturarli vivi. Anche perché fino a 10 secondi prima gli sparavano dietro con una mitragliatrice anticarro. Gli sparavano e fine. Invece no, scendiamo tutti e facciamoci rubare l’elicottero come dei dementi!
  9. Gli altri, al treno, sembrano che non abbiano via di fuga: sono a piedi, i soldati si avvicinano, e hanno quasi terminato le munizioni. All’improvviso esce fuori l’elicottero rubato che porta via il vagone passeggeri, salvando tutti!

Le coincidenze sono esagerate: bastava un piccolissimo e probabilissimo contrattempo e la missione falliva, condannando tutti a morte.

Vabbé, continuiamo nella “sospensione della realtà”, è un film d’azione, quindi servono scene d’azione. Alla fine nei Die Hard Bruce Willis sarebbe morto centinaia di volte se fossero state applicate le regole del mondo reale.

Più avanti nel film si capisce che con questo siero prodotto per guarire, non si guarisce definitivamente, ma solo temporaneamente. Aspetta un minuto! Brenda è stata guarita definitivamente nel secondo film con una sola dose di siero ottenuto dal sangue del protagonista. Fare 2+2???? La cura ce l’avevate davanti agli occhi da anni!!! Ma no, anche se prima era un ricercatore della cura, Thomas non ci crede, e continua il suo piano originale di recuperare Minho così per divertimento.

Minho è tenuto prigioniero in una “zona sicura”, una città blindata dove gli infettati non possono entrare. Purtroppo il virus si sposta con via aerea e quindi il fatto che fuori della città ci siano migliaia di infettati o persone che vorrebbero entrare non aiuta: tempo un mese e sono tutti morti. La tensione è tanta, e ci sono migliaia di persone che vogliono entrare nell’area sicura in tutti i modi, per salvarsi. Per qualche motivo però con “salvarsi” intendono “radere al suolo la città”. Proprio radere al suolo, non solo invadere. Ma perché??

Per fortuna Teresa fa qualche ricerca, e trova finalmente questa cura. Finalmente c’è la cura!! Il mondo è salvo!!!

No, perché ormai è troppo tardi, la città sta crollando, e Thomas si salva proprio 1 secondo prima che crolli il palazzo.

Muoiono tutti coloro che sanno come produrre il siero.

I 30 immuni sopravvissuti si spostano in un’isola deserta dove sono “al sicuro”. Thomas ha una dose del siero per una persona, ma non ha né le apparecchiature né la conoscenza per produrre la cura. L’umanità è condannata. Fine.

?????????

Ma il titolo del film non era “la cura”????

E ancora non si sa per quale motivo, invece di fare una simulazione virtuale con un’apparecchiatura in stile Matrix che utilizzano nel terzo film per estrarre gli anticorpi da Minho, hanno speso miliardi e miliardi per costruire un intricatissimo labirinto mortale dove mettere gli immuni. Manie di grandezza? Delirio di onnipotenza?

Il computer migliore è quello più scassato

Sono stato un giorno intero in un impianto termale a stile coreano in New Jersey. In pratica si paga il biglietto e puoi starci fino a 24 ore. A stile coreano, nel senso che, diversamente dalle terme italiane, e come in quelle giapponesi, entri, ti spogli del tutto, ti lavi nelle docce (quelle con i panchetti per terra), poi fai il bagno nelle vasche bollenti (maschi e femmine separati), poi ti rilavi, ti metti l’uniforme (stile Yukata) e poi prosegui negli ambienti comuni dove ci sono una decina di saune in stile diverse e a temperature diverse (inclusa una cella frigorifera), un bar, un ristorante, stanze per giocare a go o a shoji, poltrone relax, ecc…

Infine, una sala computer.

Ora, se uno è giapponese o comunque asiatico, tende a voler stare ore e ore nell’acqua bollente a rilassarsi, ma per me dopo 10-15 minuti è già abbastanza, quindi dopo aver fatto il tour delle innumerevoli saune differenti (quella con le erbe aromatiche, quella fredda, quella coi sali, quella col vapore, quella senza vapore, quella a 200 gradi, quella che ti scalda solo la schiena, quella che ti scalda solo i piedi, quella a forma di piramide, quella a forma di igloo, ecc ecc) mi sono ovviamente diretto nella sala computer per aspettare che tutti gli altri miei amici avessero finito.

Purtroppo però, era l’ora di punta, e i PC erano tutti presi…. tranne uno, in mezzo alla stanza. Perfetto! Premo il pulsante di accensione: non funziona.

Diagnosi: non si accende

Soluzione: seguo il filo dell’alimentazione e vedo che non è attaccato alla spina. Attacco la spina e accendo il computer. Un messaggio d’errore a schermo fa capire il perché il PC non fosse collegato e non lo usasse nessuno.

Diagnosi 2: Il PC dice “CMOS CHECKSUM ERROR – PREMI F2 PER CONTINUARE”.

Soluzione 2: premo F2 e il computer si avvia. Perfetto! Ed è un’installazione perfettamente pulita, senza nessun programma inutile. Mi accorgo però che il PC pensa di essere nel 2010. Chi se ne frega, e apro Internet Explorer, l’unico browser. Invece mi frega! Se la data è impostata a 8 anni fa, tutti i certificati dei siti HTTPS non sono validi, quindi è impossibile visitare qualsiasi sito moderno!

Diagnosi 3: La data è errata.

Soluzione 3: cambia la data, no? No, perché senza la password di administrator non è possibile cambiare la data su Windows 7. L’aggiornamento dell’orario automatico non è possibile se c’è tutta questa differenza di tempo! Come si fa? Beh, semplice, il messaggio di errore risolto all’inizio ha detto che ha resettato tutte le impostazioni del BIOS per via della batteria tampone esaurita, quindi se c’era una password è stata eliminata automaticamente! Riavvio, entro nel bios e imposto la data: adesso posso visitare qualsiasi sito!

Nel frattempo mentre aspetto che gli altri finiscano di rilassarsi, passano le ore e si liberano altri PC. Per curiosità provo un Dell nuovo: orrore. Visto che era quello più nuovo e bello era quello più usato… e pieno di malware! Il povero Chrome aveva decine di toolbar e addon pubblicitari, c’era installato tutto quello che non si dovrebbe mai installare. (Mi raccomando: mai fare login in PC pubblici se non volete che vi rubino la password)

Quindi, il PC più scassato, snobbato da tutti era quello più veloce e più sicuro da usare 😀

aggiornamento agosto 2018: non so come mai ma solo oggi una botnet ha postato 90 commenti spam su questo articolo. I commenti sono quindi chiusi. Se c’è da dire qualcosa, c’è il forum 😘

Spot creativi: Future with bright lights

Kandenko, una ditta giapponese che realizza infrastrutture elettriche ha realizzato questo spot per la loro brand identity. Con delle semplici sagome di cartoncino e un pennarello con inchiostro conduttivo hanno fatto un bel capolavoro:

Una curiosità sul nome: il nome attuale è KanDenKo (関電工), che è un’abbreviazione di Kantou Denki Kouji (事) – lavori elettrici del Kanto.

I pesci d’aprile reali del team Google Japanese Input

Come tutti gli anni, il team dietro la tastiera giapponese di Google per Android ha tirato fuori un nuovo metodo innovativo per scrivere con la tastiera, disegnando i kana su una tastiera.

Il video spiega il funzionamento in modo divertente.

La cosa bellina, è che, come fecero con la “flick keyboard”, il progetto esiste per davvero, il codice sorgente è su GitHub, disponibile per tutti!

Vi ricordate lo scherzo “con il morse si scrive più velocemente” di Google (USA)? 4 schermate simulate, ma nulla di reale… ma ovviamente invece il team giapponese ha tirato fuori un hardware reale 😂 (Video, codice sorgente)

E ogni anno sempre qualcosa di più assurdo:

Bacche di goji fresche

Avete mai sentito parlare delle bacche di goji? Stanno diventando popolari anche qua in Italia.

Tralasciando il fatto che il marketing gli assegna proprietà miracolose e aumenti del 5000% del prezzo originale (il prezzo della confezione con le scritte in italiano presso un supermercato italiano, contro il prezzo della confezione importata in un minimarket cinese), mi son sempre domandato perché è sempre secco, non si trova fresco nemmeno in Cina. Eppure sarei curioso di assaggiarlo.

La risposta è facile, e l’ho scoperta guardando il documentario che ho inserito alla fine dell’articolo (audio in cinese, sottotitoli in inglese). Semplicemente… le bacche sono delicatissime, la buccia è molto fragile, quindi vengono essiccate immediatamente per non farle andare a male. L’unico modo è andare nei deserti della Cina nord occidentale nel periodo di raccolta e raccoglisele da soli. (Ovvero: probabilmente non avrò mai l’occasione di assaggiarle)

Calzini giapponesi

Questo qui a sinistra è il calzino in questione.

Abbastanza normale, magari non merita una storia completa su DanDanDin, ma chissà..

Tutto comincia fuori fuori dal Toei Studio Park di Kyoto. È un parco/studio cinematografico dove sono registrati centinaia di film e serie TV ambientati nell’era dei samurai.

I dintorni non offrono molte opzioni, ma essendo un po’ lontano dal centro della città, ed essendoci andato apposta, facendo quattro passi per esplorare tutta la zona, facendo una scoperta eccezionale.

Vedo un “Lawson 100”, un po’ diverso da quelli normali

I Lawson sono negozietti, chiamati コンビニ, convenience store, che hanno praticamente tutto ciò che serve per la vita di tutti i giorni. Non ci fai la spesona settimanale, ma hanno una soluzione per ogni evenienza. Ho fatto qualche video, ma non mi ricordo se li ho pubblicati… ho centinaia di video in attesa perenne di essere montati/pubblicati…

Vabbé, insomma, normalmente un Lawson ha due caratteristiche:

  1. I colori aziendali sono il bianco e il blu
  2. Ogni oggetto in vendita ha il suo prezzo

Invece questo è diverso subito a vista d’occhio:

(La foto viene da Google Maps perché preso dall’euforia non ho scattato nessuna foto o video…)

Verde e bianco, con il 100 che ti strizza l’occhiolino 😉

Mai visto prima. Incuriosito entro dentro, e noto uno strano pattern.

“Ah bene, questa bibita costa 100 yen (1 euro) invece dei 120 che chiedono da altre parti”

“Uhm, questo onigiri costa 100 yen invece di 140”

“Ehi anche questi snack costano 100 yen”

…e si accende la lampadina! Tutto costa 100 yen! Adoro i negozi 100 yen come Daiso! (Daiso è una catena di negozi dove vendono tutto a 100 yen)

Mi metto a guardare ogni tipo di oggetto, e intanto riempio il carrello. Per esempio, ho preso queste fettuccine al gusto cola.

Poi li vedo lì, sullo scaffale. Tre calzini a 100 yen, misura unica. Bello! Avevo già preso un pacco da 5 a 500 yen da GU (una catena di abbigliamento) ed erano di ottima qualità, ma un paio di calzini serve sempre. Li prendo subito!

Sono a misura unica e sono strettissimi…

Gobee ha già chiuso

Sono passate poche settimane dall’introduzione di Gobee Bike a Firenze e… ha già chiuso. Questo il video con le mie opinioni che avevo fatto 2 settimane fa:

L’idea che c’è dietro una bicicletta condivisa è comodissima ma il costo è troppo alto.

1 euro l’ora a scaglioni di 30 minuti per bici senza cambio che ti fanno sudare sangue se pensi di pedalare per più di 800 metri è assurdo

Uno che fa, spende 50 centesimi per risparmiare 2 minuti a piedi tra la fermata del bus e casa sua? Al limite si prende una bici “rubabile” da incatenare alla fermata: se non viene rubata entro 3 mesi inizia già il risparmio

E magari 50 centesimi per casa<=>bus e altri 50 centesimi per bus<=>lavoro? Spendo 60 euro al mese più l’abbonamento del bus/tram? Tanto vale andare con la macchina, allora.

Solo un sadico come me, che dice “vabbé pedalo questo mattone invece di andare in palestra” può pensare di prendere una bici a noleggio quotidianamente per andare a lavoro e coprire l’intera distanza senza prendere bus o tram.

Il futuristico riconoscimento facciale di Xiaomi

Sul mio Xiaomi Mi 5X, dopo avere installato uno degli aggiornamenti settimanali del circuito BETA, è apparsa una nuova funzione: lo sblocco del telefono con il riconoscimento facciale, stile iPhone X.

Incuriosito l’ho subito attivato, con aspettative molto basse: mentre su iPhone X è presente uno scanner 3D in grado di riconoscere un viso “vivo” da una foto, su altri telefoni invece è molto più “grezzo”, visto che viene usata la fotocamera frontale.

Comunque, non ho nulla di importante sul telefono, quindi la possibilità che qualcun altro riesca a sbloccarmi il telefono facendo vedere una mia foto non è un grosso problema.

Ho subito visto quanto era comodo: alzo il telefono, si accende lo schermo, lo guardo, si sblocca. Fantastico. Anzi, meglio di iPhone X, perché non c’è bisogno di strisciare il dito per conferma, e comunque, ho sempre lo sblocco tramite impronta sul sensore posteriore! Il meglio dei due mondi!

Poi una sera sono uscito e il telefono si è sbloccato anche in una stanza quasi completamente buia. Wow, in questa stanza non riesco a riconoscere le persone io stesso, figurati il telefono. Poi ho pensato…. un iPhone X usa una specie di Kinect (Apple ha acquisito la ditta che ha inventato il sensore del Kinect qualche anno fa) e riesce a vedere in 3D nel buio assoluto, mentre il mio telefono usa un sensore fotografico comune, non capace di vedere nel buio.

Cosa vede un Kinect al buio

Ho provato il riconoscimento su una faccia asiatica e si è sbloccato comunque! Avevo basse aspettative sulla sicurezza, ma non immaginavo che fosse totalmente incapace di distinguere una faccia asiatica da una faccia europea!

Sono subito tornato allo sblocco con impronta…

Una soluzione definitiva contro l’avvio automatico di Dike su macOS

La settimana scorsa avevo evidenziato il fatto che Dike (un programma per firmare digitalmente i file) avesse un comportamento tipico da malware su macOS, mettendosi in avvio automatico forzato, non disattivabile. La soluzione che avevo suggerito era quella di cancellare manualmente il file con le istruzioni dell’avvio automatico a ogni avvio del programma, perché lo ricrea automaticamente.

Mi è venuta in mente una soluzione più efficace, anche se un po’ più complicata.

  1. Aprite il Terminale e scrivete: cd Library/LaunchAgents/ (suggerimento, il pulsante TAB funziona da autocomplete)
  2. Adesso create un file di autoavvio vuoto scrivendo: touch com.infocert.dike.plist
  3. Abbiamo creato un file di autoavvio per Dike vuoto… ma il programma se lo riempie da solo senza chiedere a ogni avvio, noi vogliamo evitare questo comportamento abusivo, quindi togliamo i permessi in scrittura a tutti gli utenti scrivendo: chmod 444 com.infocert.dike.plist
  4. Ecco fatto! Dike, senza il vostro consenso, a ogni avvio proverà a insinuarsi nei file di autoavvio del vostro Mac, ma non potrà più farlo, perché non ha i permessi di scrittura sul file!

Togliere Dike dall’autoavvio ha innumerevoli vantaggi, primo su tutti il fatto che non vi chiederà più di fare l’aggiornamento dei certificati tutti i giorni, ma solo quando vi servirà. E poi sono 100mb di RAM risparmiati!