Come scoprire l’indirizzo IP su BlackBerry 10

retebb10

Per conoscere l’indirizzo IP del vostro telefono con BlackBerry 10, non c’è bisogno di installare nessuna app, vi basta andare su Impostazioni, poi cliccare su “Informazioni su”, e selezionare “Rete” dal menu a tendina.

Troverete tutte le informazioni che vi servono, indirizzo ip del Wi-Fi, della rete mobile, ecc…

Se le informazioni non vi bastano, andate su Connessioni di rete, poi Wi-Fi, e selezionate Avanzate.

Nelle varie schede troverete anche l’indirizzo del gateway, i server dns, la diagnostica, ping, traceroute e altre opzioni avanzate.

Come ripristinare il vecchio download manager su Firefox 20

Aggiornamento: la seguente soluzione non funziona più a partire da Firefox 26. Peccato

È passato un altro mese e, come da tradizione, è uscita una nuova versione di Firefox, con tantissime, elettrizzanti novità:

  1. La modalità incognito adesso funziona per bene, come faceva Chrome nel 2008
  2. C’è un nuovo download manager

A me il nuovo download manager, mischiato con la libreria dei preferiti la cronologia, non piace per niente. Come facciamo?

Facile, ho trovato la soluzione qua:

  1. Aprire una nuova scheda.
  2. Scrivere about:config, e poi premere Invio.
  3. Cercare browser.download.useToolkitUI
  4. Facciamo clic cresto su  false e poi clicchiamo Toggle, in modo che diventi “true.”
  5. Riavvia Firefox.

Il divertentissimo pesce d’aprile di Crediar

Ieri era festa, ho acceso il Wii per giocare e BAM, schermata nera che dice “system error – repairing”

NOOOOOOOOOOOOO!!!!! Maledizione!!!! 😱

Entro nel panico per una decina di minuti: per sbaglio con l’aggiornamento dell’Homebrew Channel di qualche mese fa devo aver disinstallato BootMii, e non riesco ad entrare nella recovery, poi, cercando su internet disperato (stavo anche per comprare un SaveMii…), scopro che si tratta di un pesce d’aprile del Preloader (adesso si chiama Priiloader, e questo scherzo è stato rimosso)

Che simpatia… 😒

E in effetti mi sono poi ricordato che c’era qualcuno nel 2009 che aveva avuto un problema del genere…

Meno male che Google Reader è morto

Google Reader fa parte della mia routine quotidiana: quando accendo il computer è il primo sito che apro. Scoprire, all’improvviso, che sarebbe stato ucciso il primo di luglio, è stato uno shock totale per me.

La sua improvvisa scomparsa però ha lasciato spazio a nuovi prodotti innovativi, ecco le alternative:

Feedly

Feedly è bello, gratuito e si pone ad essere un clone totale di Google Reader.

Vantaggi:

  • Compatibilità delle interfacce di programmazione, quindi, le app già esistenti che usano Google Reader, con un semplice aggiornamento lo possono supportare, in futuro.
  • È finanziato da una minuscola pubblicità nella barra laterale destra nella prima pagina praticamente invisibile.
  • Importa i contenuti da Google Reader e crea il tuo nuovo account con un solo clic.
  • Estrema capacità di personalizzazione.
  • Suggerisce e cerca nuovi blog da leggere.
  • Ho già detto che è gratis?
  • App per Android/iPhone

Svantaggi:

  • Bisogna per forza installare un’app o estensione del browser per usarlo. (Ovvero: funziona solo su Chrome, Firefox, Safari, iPhone, Android)
  • È basato su Google App Engine, il che vuol dire che se hanno un sacco di utenti, gli costa un sacco di soldi. Le entrate provenienti dal minuscolo banner quasi invisibile in home page gli saranno sufficienti per pagare le bollette?

Newsblur

Sviluppato e mantenuto da una persona sola (una mole di lavoro impressionante! Complimenti!), Newsblur è l’alternativa perfetta:

  • Open Source
  • Interfacce di programmazione per fare applicazioni per cellulari/tablet
  • Suggerisce nuovo contenuto
  • Funziona senza installare niente
  • Non ha pubblicità
  • App per Android/iPhone

Ha un difetto principale: non è gratuito, giustamente, non avendo altri modi per pagare le spese, ma non mi piace l’atteggiamento del programmatore. Invece di mostrare un cartello “siamo invasi da nuovi utenti e i nostri server sono in ginocchio”, ha praticamente disattivato la versione gratuita (massimo 12 siti da seguire) e ha raddoppiato/triplicato il prezzo dell’abbonamento annuale. Dice che quando le acque si saranno calmate, i prezzi torneranno normali, ma non mi piace il sistema. Se non paghi l’abbonamento, l’importazione da Google Reader non va a buon fine, praticamente bisogna abbonarsi sulla fiducia.

The Old Reader

Poi c’è anche The Old Reader, ma, quando l’ho provato due giorni fa volevano troppe autorizzazioni quando collegavo l’account a Google per fare l’importazione. Perché vogliono l’accesso completo alla mia rubrica?

Riprovando adesso, non lo chiedono più, magari era un errore di configurazione temporaneo, ma per ora non ho voglia di riprovare, anche perché non c’è la fondamentale app per smartphone.

Potrei riprovare tra qualche settimana/mese, quando ci sarà l’app per smartphone.

Si può registrare un marchio già registrato?

Di solito non parlo mai di politica su Dandandin.

Ma questa cosa che ho appena scoperto, mi ha fatto venire dei dubbi.

Avete presente la storia di Beppe Grillo e il suo simbolo M5S presentato da “sconosciuti” prima di lui? È scoppiato un polverone! “Noi facciamo la rivoluzione!” Ecc… ecc…

Ho però appena scoperto che il simbolo presentato è stato registrato all’ufficio italiano brevetti l’anno scorso. Può uno sconosciuto presentare un marchio registrato come proprio?

Ovviamente no! Beppe Grillo sa benissimo che Lunedì o Martedì il simbolo “illegittimo” sarà annullato, ma comunque non perde l’occasione per far scoppiare la polemica e acquistare notorietà.

Una teoria complottista potrebbe essere che Beppe Grillo si sia messo d’accordo con l’usurpatore, per ottenere pubblicità gratuita con la polemica (es: “Qualcuno non vuole farci partecipare alle elezioni!”)

Oppure magari il suo avvocato ha registrato il simbolo a sua insaputa, ormai va di moda dire così 😉

Non dimentichiamoci che la lista definitiva dei simboli accettati sarà pubblicata martedì 15, quindi tutti questi discorsi e polemiche sono assolutamente inutili: stiamo discutendo di aria fritta!

Senza contare che, una volta che il simbolo è stato approvato, è necessario presentare (entro il 20 gennaio? Non ho capito bene) decine di migliaia di firme autenticate – operazione abbastanza difficile per partiti farlocchi.

Aggiornamento:

Che sorpresa! Il simbolo “farlocco” è stato escluso ufficialmente, come era naturale che fosse: era registrato a nome altrui! Tutta la polemica era assolutamente inutile ed è servita per acquisire notorietà.

Come andare in modalità provvisoria con Windows 8 (e Windows 10)

Oggi volevo andare in modalità provvisoria con Windows 8. Dando per scontato che si facesse come negli ultimi 20 anni, premevo F8 all’avvio (anche con DOS, prima di Windows, funzionava). Ma non c’è stato modo di andarci: premevo F8 e non succedeva niente.

Come mai?

La Microsoft ha cambiato il metodo con il quale si entra in modalità provvisoria. 😡

E non solo! Adesso non è più una “modalità provvisoria”, ma un semplice pannello di ripristino…

Comunque, ora ci sono quattro metodi per andarci:

  1. In caso di problemi, sperare che Windows se ne accorga e ci vada da solo 🙄
  2. Selezionare l’opzione dal BIOS EFI di ultima generazione – opzione disponibile in pochissimi PC – normalmente hanno tutti il quick boot e non appare niente. 😑
  3. Selezionare “riavvia” dal menu di spegnimento tenendo premuto SHIFT
  4. Andare a modificare le opzioni di avvio dentro msconfig. Questa opzione non la spiego nemmeno perché se il proprio computer è in grado di aprire msconfig (ovvero: funziona a perfezione), vuol dire che non ha bisogno di andare in modalità provvisoria.

La soluzione più facile è la tre, riavviare tenendo premuto shift (molto intuitivo, direi… quasi impossibile da indovinare), ma come fare nel caso in cui Windows non parta?

Purtroppo la soluzione è usare il DVD di installazione di Windows o un disco di ripristino precedentemente creato…

Come risolvere l’errore durante l’installazione di un prodotto Adobe

Volevo provare la demo di Photoshop Elements (fino al 28 novembre è scontata a 40 euro), ma non mi si installava.

Cercando su Internet, pare che sia molto comune imbattersi in un errore simile a questi:

    “La procedura guidata è stata interrotta prima del completamento dell’installazione di Adobe Photoshop Elements. L’applicazione sopra citata non ha completato l’installazione di: Shared Technologies.”.

“L’installazione guidata di Adobe Premiere Elements è stata interrotta durante l’installazione di Tecnologie Condivise”.

“The installation process has encountered an error while installing Shared Technologies.”.

Come mai? Il motivo è semplice, ma non viene spiegato dal messaggio d’errore.

Il programma di installazione non vuole avere più di 255 caratteri nella lunghezza del percorso del file

Di solito, la versione originale viene fatta partire da d:\setup.exe e quindi l’errore non accade.

Quando invece si utilizza una demo scaricata da internet, probabilmente si trova in un percorso più lungo, per esempio

c:\users\mionomeutente\download\programmi\demo\grafica-e-altro\photoshop\setup\unzipped\setup\setup.exe

Il percorso del file è troppo lungo, e quindi non funziona.

Se vi succede un errore durante l’installazione di Tecnologie Condivise o Shared Technologies, spostate il setup in una cartella più vicina, per esempio c:\temp

Blog in crescita: le applicazioni mobile sono all’altezza della situazione?

Con l’ascesa della tecnologia mobile e del giornalismo partecipativo scrivere su un blog mentre si è in movimento è sempre più importante. Molte applicazioni di blogging per smartphone e tablet, tuttavia, sono limitate, inefficienti e pesanti. Diamo un’occhiata alle principali app di blogging e alle applicazioni che possono migliorare il processo e vediamo se sono all’altezza della sfida.

Software di blogging

Blogger: sia l’interfaccia che le funzioni sono molto spoglie. Le caratteristiche principali e più importanti sono presenti, si possono caricare le foto e i video nel post ma devono essere salvate sul dispositivo prima di essere postate. Questo significa che non si possono caricare contenuti  direttamente da YouTube, Vimeo o altri siti di video hosting. Per quanto riguarda il testo, la digitazione è limitata ma accettabile, un po’ come mandare un messaggio o un’email dall’IPhone. Se state usando un tablet ovviamente c’è più spazio di movimento. Quindi, se il vostro post è principalmente testo semplice con una sola foto o un video allora l’app mobile Blogger è ok. Non è invece all’altezza di post più complessi.

WordPress: una delle app mobile di blogging più efficienti. L’app WordPress è ricca di dettagli e funzioni tra cui una semplice interfaccia utente tipo pannello di controllo che consente l’accesso immediato ad ogni possibile funzione di blogging, dal semplice postare alla creazione di nuove pagine e commenti e alla verifica delle statistiche. La barra degli strumenti facilita il passaggio tra i blog da aggiornare e consente di aggiornare i contenuti e ritornare al pannello di controllo. Postare è una gioia, la toolbar di formattazione consente di perfezionare il testo, postare link, foto e video. Nel caso di foto e video si possono anche allineare e modificarne le dimensioni in modo rapido e semplice.

Tumblr: la natura stessa di questo sito di micro-blogging lo rende perfettamente adatto ai dispositivi più piccolo come gli smartphone e i tablet. Postare è veloce e semplice e l’interfaccia è pulita e ridotta al minimo, il che rende questa app forse la più interessante tra le prime tre. L’interfaccia utente è stata aggiornata per rendere ancora più semplice il controllo di tutti i blog che si seguono, l’aggiornamento dei propri e la gestione di post multipli su blog diversi. La nuova barra di navigazione è stata migliorata ed è più intuitiva rispetto alla versione 1.0. Gli utenti possono ora fare di più che postare dal pannello di controllo: possono rispondere ai messaggi, passare da un post all’altro e inserire foto, video e link in un battibaleno.

Altre app

Blogsy: una delle più valide applicazioni di blogging sul mercato fino ad oggi. Si integra perfettamente con altre app come YouTube, Flickr e Picasa e inserire photo e video nei post è semplice come il copia e incolla. Il browser integrato rende tutto ancora più semplice. Sfortunatamente tutti coloro che hanno un semplice smartphone non potranno usufruire della miriade di funzioni messe a disposizione dall’app perché è disponibile solo per IPad. Vale indubbiamente i pochi euro che costa.

Snapseed: tra tutte le app di foto editing disponibili Snapseed è la più efficiente e user-friendly. L’interfaccia è semplice e consente una facile navigazione anche ai meno esperti. Offre un buon controllo dei colori e consente di modificare saturazione e tonalità delle foto. Sono disponibili anche funzioni classiche come taglio, miglioramento immagine e ridimensionamento. Si possono applicare moltissimi filtri, con risultati estetici simili ad Instagram, tra cui l’effetto bianco e nero e l’effetto seppia. I pochi euro che costa non mandano di certo in rovina.

La scelta dell’applicazione mobile di blogging dipende fondamentalmente dal tipo di blogging, da quanto sono complessi i post e da cosa si intende caricare. E’ innegabile che se si devono includere molti contenuti foto e video, e lo si deve fare mentre si è in giro, allora conviene di gran lunga investire in un tablet. Anche solo il semplice fatto che sia più grande rende l’attività di blogging più efficiente e decisamente più piacevole.

 

Questo articolo è stato scritto da Barry Cooke. Barry è uno stimato consulente in materia di usabilità mobile e lavora nel mercato della tecnologia mobile da oltre 15 anni per moltissimi settori diversi, dalle app dedicate agli incontri online al settore finanza e viaggi.