Come disdire gratis l’ADSL

Da qualche anno in teoria sarebbe possibile disdire un contratto ADSL senza penali. In pratica però bisogna pagarle lo stesso, perché la legge dice che le compagnie telefoniche non possono addebitare penali per chiusura anticipata, quindi loro addebitano un “costo di disattivazione”.

E se noi invece volessimo chiudere la nostra linea, come potremmo fare a farlo gratuitamente? Per fortuna ogni tanto loro modificano i contratti, per esempio Vodafone ha deciso di cambiare la definizione di mese: per loro un “mese” dura 28 giorni, a partire dal 31 maggio:

 

Vodafone non è l’unica, l’anno scorso Wind aveva attivato a tutti italia il servizio InVista e il dettaglio delle chiamate in bolletta, 2 euro assolutamente rubati a chi, come me effettua e riceve esattamente 0 minuti al mese con il telefono di casa (anzi, non l’ho proprio collegato, visto che gli unici che mi chiamano sono i telemarketer)

 

In questo caso avrei potuto risparmiare i 35 euro di penale, se avessi mandato la non accettazione delle nuove condizioni contrattuali, ma la notifica era nascosta nella terza pagina della bolletta…

Per mia sorella, guardando i prezzi delle ADSL, vedevo che i nuovi clienti Infostrada avevano tutto illimitato a 19,95 al mese. Ehi, ma noi paghiamo 26,95! Parte subito il tweet:

 

Purtroppo la risposta è agghiacciante! Non possono abbassarmi il costo del contratto perché… hanno già progettato di aumentarla a 30,95 al mese, come indicato a pagina 3 della bolletta!!!

 

Per fortuna, in questi casi, è possibile avere il recesso o la migrazione gratuita, anche se non spiegano niente da nessuna parte. L’assistenza via Twitter mi ha indicato un modulo per la chiusura definitiva della linea telefonica, ma con un costo di disattivazione di 65 euro!

Cercando su forum ovunque, ho finalmente trovato la raccomandata perfetta per recedere dal contratto migrando verso altro operatore.

Ecco qua il file.

Purtroppo, anche se per legge tutte le ditte sono obbligate ad accettare la PEC come raccomandata, Wind non ne garantisce la lettura: va mandata come raccomandata con ricevuta di ritorno.

La seconda pagina va inviata per fax in caso in cui addebitino il costo ugualmente. (ed è molto probabile)

Ovviamente è fatto apposta: pochi si prendono la briga di spendere 6 euro di francobolli + 30 minuti di coda alle poste + grattacapi + ore di telefonate al call center per risparmiare 35 euro di penale.

La tastiera fisica Flick

Come pesce d’aprile Google Japan ha presentato la tastiera fisica Flick.

usecase

Pensata per chi, abituato alla tastiera flick per Android/iOS, non è più in grado di usarne una tradizionale per il computer. Il sito ufficiale la introduce bene, anche se poi esagera con le funzionalità, con un sistema di tracciamento laser fantascientifico ai limiti della realtà.

La cosa veramente interessante è che hanno messo il codice sorgente per realizzarsi veramente questa tastiera con Arduino, anche se manca una cosa fondamentale: i file per la stampante 3D. Se te lo puoi ricreare a casa, la scatolina e i tasti così carini te li devi fare da soli.

Con la “ricetta” che hanno pubblicato, quello che viene fuori è un affare del genere:

device

Che è ben diverso rispetto al fighissimo prototipo mostrato nel video.

Comunque, funziona: con 12 pad analogici del pad della PS2, con tre integrati MCP3208 convertono i 24 input analogici in digitale, in modo da utilizzare solo 5 ingressi digitali sull’arduino nano, mentre il clic del pad viene collegato direttamente ai 12 ingressi digitali/analogici rimanenti. Dopo di ché, un programma molto snello comunica via seriale con una scheda che fa da tastiera bluetooth.

Malgrado il prototipo sembri molto bello, in realtà è estremamente scomodo: considerate che ogni tasto utilizza un pad analogico della PS2, ovvero: il clic è molto più duro rispetto a un tasto di una tastiera normale, ok, magari riesci a scrivere una frase, ma un testo più lungo? Auguri!

Commenti disattivati grazie a una quantità di spam scandalosa. Grazie mille.

Ho comprato un Kobo GLO HD

Da tanto tempo volevo comprarmi un ebook reader, per due semplici motivi:

  1. la batteria dura settimane e settimane
  2. lo schermo si legge benissimo al sole

Quando ho visto che il Kindle base veniva venduto a 59 euro (adesso ne costa 69, ma fanno offerte in continuo) ci ho subito fatto un pensierino, ma poi non ne ho fatto di nulla, per i seguenti motivi:

  1. Mostra suggerimenti e annunci pubblicitari, a meno che non si paghino 10 euro in più. L’ho provato a Mediaworld ed era veramente fastidioso vedere questi annunci in home e sullo screensaver
  2. Dovrei convertire ogni singolo ebook che possiedo nel formato proprietario di Amazon
  3. Dovrei convertire ogni singolo manga che possiedo nel formato proprietario di Amazon
  4. Non si possono installare app
  5. Lo schermo non è leggibile al buio

L’ideale sarebbe stato un ebook reader basato su Android, così avrei potuto mettere Dropbox, Pocket, un lettore epub (ebook) e cbr (manga).

Esistono, ma fanno tutti schifo, con prezzi esorbitanti (gli schermi e-ink hanno un costo all’ingrosso molto elevato) e prestazioni scadenti. Avevo visto che era possibile modificare un Nook Simple Touch Glowlight e metterci Android 2.1. Ma l’idea non mi andava giù. Prima di tutto pagavo 90 dollari per un lettore uscito di produzione tre anni fa, con risoluzione di schermo bassa, poi sicuramente in dogana mi avrebbero messo altri 50 euro di iva/dazi/tasse, e poi alla fine mi trovavo con un tablet ibrido super obsoleto con Android 2.1 e app talmente vecchie e non aggiornabili che non avrei potuto sapere per quanto tempo ancora mi avrebbe continuato a funzionare per bene.

Alla fine ho trovato il KOBO GLO HD, che viene venduto su Amazon a 10 euro meno rispetto al prezzo ufficiale (119 euro).

Ci si possono installare le app? No, ma il suo sistema operativo basato su Linux è fatto molto bene e non se ne sente la mancanza.

  1. Legge manga in CBR e CBZ senza bisogno di conversioni, basta copiare il file via usb e fatto
  2. Legge ebook in EPUB e PDF senza bisogno di conversioni, anche qua non bisogna usare nessun programma speciale, e si possono salvare direttamente dal browser
  3. Si integra nativamente con Pocket e si sincronizza tutti gli articoli per la lettura offline in automatico. Invece di leggermi un articolo sul browser del PC, clicco sull’estensione del browser, e bam, me lo ritrovo sul Kobo, per leggermelo comodamente e senza pubblicità sul mio lettore. Fantastico!
  4. Lo schermo è molto luminoso e si legge bene anche al buio
  5. La risoluzione dello schermo è incredibilmente elevata

Sarebbe stato molto più perfetto se avesse avuto tasti fisici invece di essere 100% touch, ma non si può avere tutto dalla vita.

Il fatto che la memoria non sia espandibile (di serie ha 4gb, ma un ebook medio pesa meno di 1 mb) e che non si possano installare app (in fin dei conti se ci fosse Android puro la batteria non durerebbe mesi in standby) non mi ha causato molti problemi.

Il telefono lavabile

Nel primo articolo in assoluto che ho scritto su Dandandin, parlavo dei “nuovissimi” telefoni con schermo 3D, disponibili, ovviamente, in Giappone e mai arrivati da noi. La tecnologia dello schermo 3D è venuta da noi con due anni di ritardo tramite il Nintendo 3DS, e un unico smartphone, l’HTC Evo 3D, che non ho mai visto a giro nei negozi.

La mania 3D ha portato alla luce prodotti come il 3DeeShell per iPhone, che si sono rivelati fallimenti clamorosi.

Adesso però, l’ultima moda è vendere telefoni waterproof, resistenti all’acqua. Mentre da noi Sony torna indietro sui suoi passi e dice che è meglio non bagnare troppo i propri telefoni waterproof, Kyocera in Giappone lancia il DIGNO rafre, lo smartphone lavabile con il sapone.

Guardate la pubblicità:

La pagina ufficiale non elenca le specifiche tecniche, ma comunque ne indica tutti i pregi: resistenza alla schiuma, acqua calda, schermo antirottura, ecc…

 

Anche Amazon chiude per ferie

Ieri sera (27 ottobre) erano le 17.30 e mi serviva urgentemente un ricambio per lavoro. Oddio, il nostro fornitore abituale chiude alle 17.00, come faccio ad avere il ricambio in un tempo ragionevole??? Vado su Amazon e vedo che con Prime lo posso avere per la mattina successiva, anche se costa pochi euro di più, ottimo!

Purtroppo mi chiamano al telefono e ritorno al computer alle 18.10. Ordino il pezzo e con orrore vedo: data di consegna martedì 3 novembre con spedizione Prime 1 giorno lavorativo. Che cosa??? Ma ci sono 4 giorni lavorativi nel mezzo!!!

Contatto subito il servizio clienti e mi confermano che il magazzino Amazon è chiuso dal 28 ottobre al 2 novembre, per festività.

Infatti andando a vedere qualsiasi altro oggetto, notiamo che è impossibile averlo prima del 3 novembre!

Ora, non dico che debbano stare aperti 24 ore su 24, ma se decidono di stare chiusi per una settimana, dovrebbero informare gli utenti in tempo, o almeno scriverlo chiaramente sulla pagina del prodotto.

Aggiornamento 29 ottobre 2015: adesso Amazon lo scrive sulla pagina del prodotto

La mia esperienza con lo streaming legale

Qualche settimana fa ho fatto la spesa all’Esselunga e sullo scontrino c’era un codice per vedere un film in streaming, legalmente, da chili.tv.

A lavoro dovevo aspettare che finissero i backup prima della chiusura estiva, quindi avevo qualche ora da spendere in qualche modo, quindi l’occasione ideale per vedersi “Sapori e dissapori”(film che non avevo mai sentito nominare prima)

Apro la mia postazione Ubuntu 15.04, faccio il login, apro il film e… spiacenti, c’è bisogno di Microsoft Silverlight.

Uffa! Gli altri PC con Windows stanno facendo il backup e comunque non ho intenzione di installare Silverlight sulle postazioni di lavoro.

Provo a guardare Moonlight, l’alternativa open di Silverlight: progetto morto da anni, poi c’è da installare tutto mono, un macello, soprassiedo.

Guardo Pipelight – grazie a Wine esegue la versione per Windows di Silverlight, ma non ho alcuna volta di smattare per 45 minuti con la riga di comando e configurazioni assurde.

Bene, allora come faccio a vedere questo film? Fortunatamente avevo una beta di Windows 10 su Virtualbox già installata, l’accendo e… Microsoft Edge (il nuovo browser) non supporta Microsoft Silverlight!

Installo Firefox, installo Silverlight, riavvio, faccio il login, scelgo il film e… il filmato è scattoso, inguardabile, senza opzioni di scelta lingua o sottotitoli e con una qualità bassissima, come se stessi guardando un stream illegale di bassissima qualità!

Meno male che era gratis, se avessi pagato 2 euro per vederlo, avrei richiesto il rimborso

Come avere un pulsante OneNote su Firefox

Aggiornamento: adesso c’è l’estensione ufficiale per Firefox! 😀

Quindi non c’è più bisogno di sbattersi con la creazione di un pulsante manuale! Lascio le istruzioni qui sul sito, perché sono comunque utili per altri bookmarklet

——-

OneNote è un’ottima alternativa gratuita ad Evernote, ma ha due difetti per me:

  1. L’app è pesante da morire e gira troppo lentamente
  2. Non c’è un pulsante “salva su OneNote” per Firefox

Per il primo problema ho risolto con Do Note, per il secondo problema ecco la soluzione:

Prima di tutto installate Custom Buttons, poi andate nelle impostazioni dei componenti aggiuntivi: troverete una nuova voce “Custom Buttons”. Create un nuovo bottone e sotto “codice da eseguire all’avvio” inserire questo

var link = “javascript:(function(){if(typeof%20OneNoteBookmarklet===’undefined’){window.clipperId=’ON-648444d0-04cf-4206-bf78-bb656ad9cfed’;var%20jsCode=document.createElement(‘script’);jsCode.setAttribute(‘src’,’https://www.onenote.com/Clipper/Root?NoAuth=1′);jsCode.setAttribute(‘id’,’oneNoteCaptureRootScript’);jsCode.setAttribute(‘type’,’text/javascript’);document.body.appendChild(jsCode);}})()”
this.leftclick = function(evt){
openUILink(link);}
this.setAttribute( ‘onclick’, ‘gQuot( event, this )’ );

Come icona, salvate temporaneamente questa , poi, cliccare su “Converti in base64”, così potrete eliminarla dal disco.

Controllare una lampadina con Arduino

Negli scorsi mesi ho scritto che ho comprato un monte di roba per sperimentare nuove applicazioni con Arduino, ma poi non ho mostrato nulla.

Ecco il primo esempio, il più semplice: come controllare una lampadina.

Ingredienti:

Il circuito è semplicissimo e l’ho messo su GitHub.

Spiegazione del programma:

  1. in setup() si specifica che il pin 7 è un output
  2. in loop() viene acceso il pin 7
  3. Sono attesi 10000 millisecondi (10 secondi) prima di eseguire la prossima istruzione
  4. Viene spento il pin 7
  5. Sono attesi altri 10000 millisecondi
  6. Si ricomincia da capo dal punto 2, con l’effetto che la lampadina si accende e si spegne ogni 10 secondi.

Ovviamente, così com’è, è un circuito inutile, ma può essere esteso molto facilmente, per esempio è possibile accendere e spegnere la lampada via Bluetooth, o via WiFi.

La barra dei cookies

Da oggi, purtroppo, entra in vigore l’obbligo di legge per il quale tutti i siti sono tenuti a mostrare la fastidiosissima barra “attenzione utilizziamo i cookie”, che il 99% dei visitatori cliccherà senza leggere.

Ne ho approfittato per togliere Google Analytics e sostituirlo con una soluzione più rispettosa della privacy.

Malgrado il messaggio, obbligatorio per legge, paia allarmante, tutto quello che fanno i cookie su questo sito sono:

  • Controllare lo stato della sessione ASP.NET e dell’utente connesso, per il forum (cookie tecnico di sicurezza senza la quale il sito non può funzionare)
  • Ricordarsi i dati dell’utente quando scrive un commento, per evitare di chiedergli la password e/o i suoi dati ogni volta
  • Controllare quante volte è stata mostrata la finestrella “vuoi rimanere aggiornato su dandandin”, per evitare di mostrarlo decine di volte alla stessa persona
  • Una stringa anonima e non identificabile, per lo scopo di sapere quanti visitatori ho
  • Se poi siete entrati nei social, un cookie gestito da Facebook/Twitter/Google per i pulsanti “mi piace”/tweet/+1
  • Un cookie pubblicitario, gestito da Google, per mostrare annunci pubblicitari sui vostri interessi. Inutile mostrare, per esempio, una pubblicità di una crema depilatoria se Google ha deciso che siete un maschio 65 enne in pensione con 3 nipoti. (per questo ho rimosso Google Analytics e le sue analisi demografiche… non mi piace per niente)

Se avete dei siti internet, avete aggiunto anche voi l’inutile e fastidiosa barra?

Buona festa della Repubblica a tutti!

Codeanywhere: la recensione

Aggiornamento marzo 2019: gli account free non esistono più

Ho cliccato su “account free”, ho scritto una mail e password e bam, subito registrato!

Una volta entrato mi ha chiesto, che “stack” preimpostato preferisco, a disposizione tra:

  • PHP
  • Node.js
  • Ruby
  • Python
  • C++
  • HTML5

Oppure di collegarmi a una macchina virtuale di mio possesso, via SSH.

Per esempio, PHP dice:

PHP Development Box on Ubuntu 14.04 with Apache, PHP, MySQL, phpMyAdmin and Composer preinstalled. 

L’avvio è molto veloce, la macchina virtuale viene creata in pochi secondi ed apache è già in ascolto sulla porta 80.

In meno di un minuto posso pubblicare online un file php.

È ben integrato con GIT.

L’unico “svantaggio” è che il tutto viene pensato come “a ogni progetto la propria macchina virtuale”, con GIT e apache preimpostati nella directory principale.

Certo, visto che è una macchina virtuale, posso rinunciare all’integrazione nativa, prendo e mi configuro apache e git con via riga di comando, però, indubbiamente, farlo con pochi clic è molto più comodo.

C’è il salvataggio automatico dei files, giustamente disattivato di default, in quanto la versione free non mantiene lo storico di tutte le modifiche: pagando si ha lo storico delle ultime N versioni, ideale per chi non vuole/puole usare GIT e preferisce salvare su Dropbox.

Un’ottima cosa è che la chiave pubblica SSH della macchina virtuale è accessibile con un semplice clic, cliccando sul nome utente, quindi è proprio perfetto per git. Proprio riguardo git, una piccola pecca: non posso selezionare i singoli file per i commit, ma il menu che appare cliccando sull’intera macchina virtuale è “tutto o niente”. Anche questo probabilmente è fatto nell’ottica “a ogni progetto la propria macchina virtuale”, e questo ha un senso: perché dovrei abbonarmi alla versione Freelance da 7 dollari al mese e avere accesso a 10 “macchine virtuali/progetti” se la versione free mi permettesse con facilità di avere un numero illimitato di progetti? Non mi viene vietato di gestire un numero illimitato di progetti, ma se non pago mi devo smazzare per impostare e usare apache/git/altro tool da riga di comando. Se lo usassi quotidianamente per lavoro, farei l’abbonamento alla versione Freelance in un batter d’occhio. Vuoi mettere la comodità di avere una macchina virtuale perfettamente “pulita” e sempre accessibile per ogni progetto?

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