Come la Tre ha perso un cliente

Esattamente 30 mesi fa feci un contratto con la Tre, 14 euro al mese per la SIM400 + un BlackBerry 9300 (qui l’unboxing).

Dopo i trenta mesi il contratto scade e un consulente tre ti contatta telefonicamente per rinnovare il contratto di altri 30 mesi. A me bastano 200 minuti di chiamate al mese, e un contratto come la SIM 400, ne offre 400: perfetto.

Il contratto che mi viene proposto però, è la tariffa Unlimited Plus: 35 euro al mese, senza telefono in comodato ma con i minuti illimitati.

“Ma io non me ne faccio di nulla dei minuti illimitati su una SIM aziendale dove l’80% del traffico sono chiamate entranti!” – dico alla signorina della Tre. “Non avete tariffe più ristrette?”, chiedo,

“Adesso offriamo solo la Unlimited Plus”

Dico “Guardi, ho visto che Vodafone con 15 euro al mese mi dà 300 minuti, non avete qualcosa di simile?”

“No, il massimo che posso fare, visto che lei è un cliente Tre da tanto tempo, è di offrirle la Unlimited Plus a 28 euro al mese”

La Unlimited Plus non mi serve, perché dovrei spendere il doppio?? Rispondo quindi “Vabbé, ci penserò”.

Dopo averci pensato sopra una decina di secondi, vado in un negozio Vodafone e attivo la tariffa da 15 euro al mese.

Dopo aver compilato il modulo di passaggio a Vodafone, per curiosità vado a vedere il sito delle tariffe della Tre: avevano una tariffa da 15 euro al mese, My Business SIM 400: esattamente quello che serviva a me… perché non propormelo?

Due pesi e due misure

Quando è uscito iPhone 5s, quasi tutti hanno criticato una cosa in particolare: il lettore di impronte digitali.

Anche se non sono proprio un fan della mela (anzi…) bisogna ammettere che Touch ID è stato ben pensato, e non è stato messo “solo perché fa figo”. Infatti, non l’hanno concepito come un “rimpiazzo della password”, ma una semplice comodità per lo sblocco. Infatti:

  • Nessun’altra app può usarlo (eccetto App Store)
  • Al riavvio o dopo 48 ore senza sblocco (telefono perso o rubato), è obbligatorio inserire la password/PIN di sblocco
  • È nascosto nel pulsante home per rendere lo sblocco del telefono più rapido
  • Le “coordinate” dei diti sono salvate in un’area della memoria non accessibile nemmeno con il jailbreak. E anche se fosse accessibile, non è possibile “ricostruire” un dito da questi dati

Apple ha ben pensato come implementare il Touch ID, non ha sicuramente pensato “Ehi, abbiamo speso 356 milioni di dollari per acquisire Authentec (la ditta che produce i lettori di impronte digitali), adesso bisogna mettere il lettore per forza

È arrivato adesso il turno di Samsung. Esce il Galaxy S5 ed è subito un successo. Ha il lettore di impronte digitali ma non c’è nessuno che si lamenta. Addirittura io ho scoperto solo stamattina che ce l’ha, guardando questo video.

Come l’hanno pensato loro è un disastro! Infatti il lettore di impronte digitali si integra con PayPal, ed è possibile inviare soldi senza scrivere alcuna password o PIN!

Nel video hanno preso un’impronta digitale dallo schermo, scansionata e hanno fatto uno stampo in latex: anche dopo il riavvio completo del telefono è possibile, usando il dito finto, sbloccare il telefono e inviare un pagamento!!!

La loro soluzione ha tutti questi problemi:

  • Utilizza un sensore a sfregamento, molto meno preciso – sarà necessario strusciare il dito molte volte (ce l’avevo sul mio portatile, sebbene fosse molto figo, quando per entrare devi strisciare il dito 4-5 volte, perde la sua utilità)
  • Dove sono salvate le “coordinate” delle impronte? Se io faccio il root del telefono, posso accedere e sostituirle?
  • E se del malware ruba la mia impronta, che succede?

Finalmente BB10 per BlackBerry PlayBook!!!

bb10

È arrivato!!! Finalmente, dopo oltre un anno di attesa, il giorno in cui BB10 arriva sull’ormai obsoleto PlayBook, è arrivato!! Con una mossa totalmente a sorpresa è uscito, con queste novità:

  • Runtime Android 4.2
  • Supporto USB Host e al cloud
  • Tastiera predittiva
  • BBM
  • Cascades
  • + tutte le altre feature del PlayBook!!!

Correte subito a scaricarlo!!!

Aggiornamento: questo post è un pesce d’Aprile. Proprio nel momento in cui scrivo, il PlayBook è stato inserito nella lista dei prodotti per i quali BlackBerry non offrirà alcun tipo di supporto. Morto, definitivamente, condannato a restare con un sistema operativo “a metà”. Peccato. Ma d’altronde è stato lanciato sul mercato più di tre anni fa, quanti tablet continuano a ricevere aggiornamenti dopo tutto questo tempo?