Ho fatto giocare un giapponese a Majiang

Sulle console di gioco giapponesi ci sono centinaia di giochi sul Majiang (o Mahjong, 麻雀, 麻将, マージャン, a seconda di dove viene giocato). Il gioco non ha niente a che fare col “Mahjong” più conosciuto da noi, quella specie di “puzzle+trova le coppie”, ma è una specie di poker su quale non ho mai capito le regole.

Sono sempre stato curioso di giocare a questo gioco, finalmente ho chiesto ad un’amica giapponese di giocare a Mahjong Fight Club DS – Wi Fi Taiou per Nintendo DS ed ho registrato il gameplay:

Purtroppo non ho registrato l’audio del microfono, sarebbe stato più interessante…

Niente Super Mario Run per chi ha root

Finalmente, dopo un’attesa di mesi e mesi, è arrivato Super Mario Run anche su Android! (Ritardo totalmente inspiegabile – essendo programmato con Unity, fare una versione per Android è questione di poche ore!!!)

Vado subito a installarlo! Play Store però non lo trova. Strano. Lo cerco dal computer, faccio per installarlo, e trovo questo:

Come sarebbe a dire che l’app non è compatibile con nessuno dei miei dispositivi???

Mi viene un atroce dubbio… non è che hanno avuto la stessa geniale idea di Pokémon GO e quindi bloccano l’installazione e l’uso a chiunque abbia un telefono rootato? Il gioco non prevede il multigiocatore online, quindi chi ha root non ha alcun vantaggio. Chiunque infatti potrebbe installare un eventuale APK craccato con tutti i livelli sbloccati.

Va bene, mi dico, sarà un controllino del cavolo prima dell’installazione, basta prendere l’APK da qualche store non ufficiale e funziona lo stesso, no?

No, non appena si accorge che hai root, il gioco esce di brutto subito dopo il logo Nintendo!

Ma vaff!!! 💩💩💩💩💩💩💩

Soluzione:

Pokémon GO: l’avventura finisce qui

pokemon go no rootHo aperto Pokémon GO per fare il mio giro serale e… game over!

Hanno bloccato il gioco a tutti quelli con root!

Su Android, root è indispensabile, non ci penso nemmeno un secondo per rimuoverlo solo per giocare a un giochino mangiabatteria! (Prima o poi scriverò “10 motivi per fare root”)

Qua è come vietare i tagliaunghie sugli aerei: totalmente inutile!

Se volevano bloccare i cheater: continueranno a barare, con Magisk, Tasker e Xposed, possono tranquillamente continuare a utilizzare tutti i vari fake GPS, joystick per il movimento senza camminare, calcolatori automatici per possibilità di cattura e valori battaglia, ecc ecc…

Se volevano bloccare gli scanner: utilizzano un programma fatto ad hoc, semplicemente utilizzeranno un’API precedente o a far finta di essere un iPhone e continuano a farlo.

In teoria potrei impostare Tasker per disattivare il root tramite Magisk Manager al momento in cui viene eseguito il gioco, ma ne vale la pena?

Vabbé, gioco disinstallato, lasciata recensione a 1 stella per mandargli un segnale, la batteria ringrazia 😂

Pirates: The Legend of Black Kat

Pirates_The_Legend_of_Black_KatHo trovato questo gioco per PlayStation 2 per puro caso; si tratta di Pirates: The Legend of Black Kat. Kat sta per Katerina, non cat (gatto).

La storia comincia con un bel punto interrogativo, ma non dovuto a flashback o altri espedienti “suspense”, ma perché non ci si capisce nulla.

Inizia un filmato dove un pirata racconta una storia a una bambina e… ti mette al comando di una nave così, senza tutorial né niente, forza, butta giù l’avversario!

Dopo aver fatto saltare in aria i cattivi senza nemmeno sapere perché (e se erano buoni?), parte un altro filmato: non si sa chi sta duellando contro un altro personaggio sconosciuto, che risponde sulle classiche rime “dovrai passare sul mio cadavere”, venendo accontentato.

La nostra eroina, dopo aver fatto affondare una nave di non si sa chi, nel frattempo vede in lontananza del fumo nero: “ehi, forse mio padre è in pericolo!” Torna a casa ed è tutto in fiamme! E suo padre è stato ucciso! Meno male che con le sue ultime energie le ha scritto una lettera chilometrica con lo spiegone! Ma se aveva tutte queste energie da scrivere una pagina intera con una penna d’oca, non poteva mettersi in salvo? E il pirata cattivo, che nel frattempo stava meticolosamente dando fuoco a tutti gli angoli della villa, non ha notato che la sua vittima invece di giacere a terra, stava scrivendo un romanzo?

Dalla lettera si scopre una notizia shock! La madre di Katerina era un pirata. Non me lo sarei mai aspettato!
Inizia così la sua vendetta: è ora di tornare alla nave, ovviamente ormeggiata dall’altra parte dell’isola. Bisogna disfarsi di tutti i nemici che incontreremo durante il percorso: pirati vestiti tutti uguali, granchi giganti e, se attiveremo il teletrasporto per un “sottosopra” stile Stranger Things, anche scheletri. Anche qui niente tutorial, bene, vorrà dire che si impara facendo le cose! La violenza è inesistente, i nemici sconfitti scompaiono e si trasformano immediatamente in oro o powerup.

Almeno all’inizio, questa cosa del “sottosopra” non pare aver un senso logico…. magari si scoprirà più avanti?

Una cosa interessante è che Kat possiede l’olfatto di Paperon de’ Paperoni: non appena si cammina sopra un tesoro, inizia a vibrare il controller e a dire “sento odore di oro” – se vuoi prenderlo, devi provare a trovarlo “alla cieca” premendo L2. Non sempre funziona: quando ero nel “sottosopra” sono stato 5 minuti a “sentire odore di oro”, ma non ho trovato nulla: boh. A cosa serve l’oro trovato, non l’ho capito, forse più avanti nella storia ci sarà un negozio su qualche isola.

Una volta sconfitti tutti e arrivati alla nave, inizia il tutorial. Ma se volevi fare il tutorial, non potevi metterlo all’inizio? Ormai i comandi li ho imparati di già! Si nota che non è possibile andare nell’acqua, c’è un campo di forza che te lo impedisce (capisco: sarebbe stato molto più complesso permettere di nuotare). Un altro dettaglio al quale non siamo più abituati è che si può salvare solo quando si trova un pappagallo appollaiato (save point) e non quando ci fa più comodo.

Saliti in barca c’è la seconda meccanica di gioco: la navigazione in mare e i nemici da abbattere a cannonate.
Alla fine, se si lascia stare la trama “ovvia”, è un buon gioco variegato: avventura, esplorazione, combattimenti navali: si ha voglia di continuare per vedere che cosa c’è nella prossima isola.

Un altro punto a favore è come è stata pensata la modalità scontro tra due giocatori: chi perde si prende una nave più potente del vincitore, se quindi ci sono disparità tra il padrone di casa (che magari conosce il gioco a perfezione) e l’ospite (che non ci ha mai giocato in vita sua), vengono pareggiate automaticamente dal gioco in un paio di match! Ottimo!

La grafica e il sonoro sono ovviamente datati, ma sono accettabili se si considera che è un gioco del 2002: per esempio l’acqua è trasparente e si intravedono pesci e relitti sommersi, sulla sabbia lasciamo impronte e delle simpatiche scimmiette giocano tra di loro.

Una buona idea non basta: prima di Pokémon GO

Stamani ho letto un articolo su Multiplayer.it dove viene mostrato un clone di Pokémon GO risalente al 2011. Ecco il trailer:

Quindi Niantic ha copiato l’idea?

Io penso proprio di no. L’idea di base è simile, ma il game play è diverso.

Ok, il gioco non è più disponibile, e anche se lo fosse, non funzionerebbe in Italia (Olleh è la “TIM” coreana), quindi non l’ho provato personalmente, ma dal video io vedo che l’idea è stata realizzata in modo completamente differente.

Lo scopo del giocatore in Olleh catch catch era di trovare più Mon possibili, in modo da avere più coupon, mentre in Pokémon GO è quello di trovarli tutti ed essere più forti degli altri.

Anche la monetizzazione è diversa, nel primo c’era la fidelizzazione del cliente: non penso proprio che paghino (tramite punti coupon) la gente per farla andare in negozi a caso, probabilmente era “vai nei negozi partner per prendere figurine e punti da usare nei negozi. In Pokémon GO invece la monetizzazione avviene tramite acquisti di power up o sponsorizzazioni di pokéstop.

In conclusione penso che Niantic non sì sia lontanamente ispirata a questo, ma semplicemente abbia preso ingress e abbia semplificato il gioco in modo da renderlo alla portata di tutti.

Che ne pensate?

The Sims freeplay fa schifo

Qualche mese fa è uscito The Sims freeplay (conosciuto anche come The Sims gratis) per il mio BlackBerry Z10. Recensioni entusiastiche, grafica da console, non vedevo l’ora di scaricarlo. Però ero in vacanza e non potevo scaricare 700 mega col 3G.

Recentemente me ne sono ricordato: adesso, a casa, col wifi illimitato, l’ho subito scaricato.

Bellissimo, fatto bene, perdo un’oretta a creare tre Sims e poi mi finiscono i soldi.
Vabbé, continuerò domani, mi dico.

Il giorno dopo però sono troppo impegnato col lavoro, la riapro solo dopo un paio di giorni mentre sono in fila alle poste.
Shock! Tutti i miei Sim sono moribondi! Io davo per scontato che il gioco si fermasse mentre fosse chiuso. Poco male, mi dico, basterà fare una breve dormita, una veloce doccia, un salto al bagno, un veloce pranzetto, un po’ di TV e farli chiacchierare un po’ tra di loro.

SBAGLIATO! I tempi sono quelli reali! Per fare la veloce dormita ci vogliono 8 ore! Per guardare la televisione ci vuole mezz’ora; per cucinare e mangiare ci vogliono due ore, e così via! E no, non possiamo dargli una lista infinita di cose da svolgere in nostra assenza! I Sim inoltre sono totalmente incapaci! Devono andare in bagno? Anche se non hanno nulla di meglio da fare, se non glielo dite, si pisceranno addosso!

Quindi, se per un giorno non giocate, dovrete perderne tre per far ritornare tutti i livelli a posto… oppure PAGATE e li riportate al massimo!

Certo, coi due giga di ram del BlackBerry Z10 (il quadruplo dell’iPhone 4S e il doppio dell’iPhone 5), non è affatto un problema lasciare il gioco aperto per sempre ed entrare ogni 5 minuti a dire “ehi vai in bagno”, “ehi fai una doccia”, “ehi lavati le mani”, però in questo modo diventa una droga, diventa un’abitudine più che uno svago!

Le opzioni sono tre:

  1. Lasciarlo attivo per sempre e dedicare la mia vita ad esso, alienandomi dal mondo reale
  2. Spendere un paio di euro OGNI VOLTA che ci gioco
  3. Disinstallarlo e lasciare una recensione a 1 stella

Indovinate cosa ho fatto…

Nintendo 2DS?????

2dsQuando poche ore fa ho letto del Nintendo 2DS su Twitter, pensavo che fosse uno scherzo: una nuova console Nintendo per giocare ai giochi 3D su uno schermo 2D, con un design a “fermaporta” gigante che è impossibile da mettere in tasca e portare fuori di casa! Dopo il grande successo del gamepad-tablet gigante sul WiiU, i grandi geni del design colpiscono ancora!

Che ne pensate? Per me non ha ragione di esistere, è gigante, per soli 30 euro di differenza è meglio prendere il 3DS originale, anche se, ho un serio dubbio: non è che lo stanno togliendo lentamente dal mercato? Cercando su Amazon, possiamo vedere che l’enorme 3DS XL costa meno di quello piccolo (o forse dovrei chiamarlo “medio”, visto che il 3DS originale non è tanto piccino in confronto al DS Lite). A parità di prezzo tutti sceglieranno l’XL, no?

Confermato: L’homebrew channel invalida la garanzia del Wii

L’anno scorso avevo scritto sul forum di alcune voci che dicevano che Nintendo fosse in grado di vedere se un Wii ha subito “modifiche non autorizzate”.

Per vedere se ha avuto una modifica hardware, non ci vuole molto, sebbene siano soli 6 punti di saldatura, rismontare il wii senza lasciare tracce è un po’ difficile.

Per quanto riguarda l’Homebrew Channel, tutti erano convinti che, una volta eliminato il canale con anytitle deleter, avremmo cancellato qualsiasi traccia.

Bushing, uno dei più esperti del settore, ha fatto qualche ricerca ed ha fatto un’interessante scoperta.

Infatti, uno dei suoi lettori aveva un Wii con il lettore DVD rumoroso; ha cancellato tutte le tracce di modifiche non autorizzate con anytitle deleter, e l’ha mandato indietro a Nintendo per una riparazione fuori garanzia (quindi, pagando)

La risposta che ha ottenuto è che dato che sono stati installati software non autorizzati, non possono riparare il problema hardware, neanche pagando. 😕

Fortunatamente, stupito da come fosse stato possibile che la Nintendo l’abbia beccato in pieno, lo sfortunato protagonista, ha fatto un dump della nand (ovvero: ha copiato su scheda sd l’intero contenuto della memoria interna del Wii), e l’ha mandato a Bushing.

Risultato? La Nintendo ha creato un disco di verifica software: prima di iniziare qualsiasi riparazione controllano se sono stati installati canali non autorizzati.

Se ci tenete a mantenere valida la garanzia sul vostro Wii, dovrete pensarci due volte prima di usare canali non autorizzati. Per me, avendo comprato il Wii in Giappone, il discorso non mi riguarda: nel caso mi si rompesse, non lo manderei di sicuro laggiù a farmelo riparare 😁 (Senza contare il brusco modo in cui ho rovinato i sigilli della garanzia che coprivano le viti, il cambio regionale, il cambio del numero di serie, e la sostituzione di tutte le viti triwing “a tre lobi” con viti normali – perfino un cieco si accorgerebbe che ci ho messo le mani sopra eheheh)

Fortunatamente la qualità costruttiva del Wii è molto elevata, e non è soggetta a “cerchi rossi della morte” come per l’xbox, o “luci gialle della morte” per la ps3, e quindi potremmo fare a meno della garanzia 😊